Calo del desiderio sessuale maschile

Calo del desiderio sessuale maschile

Per calo del desiderio sessuale si intende una significativa riduzione delle fantasie sessuali o del desiderio di praticare attività sessuale rispetto ad un periodo precedente. Tale calo del desiderio può avere carattere globale e riguardare qualsiasi forma di espressione sessuale, o può essere situazionale e connesso ad uno specifico partner o ad una determinata attività.

Il desiderio sessuale

Il desiderio sessuale è un sentimento che si esprime attraverso dei marcatori biologici ma è connesso all’immagine dell’altro. Desiderare sessualmente significa anticipare con la mente i piaceri che l’altro, anche quando non è presente, lascia prevedere. Per desiderare serve sperimentare la distanza.

Desiderio sessuale ipoattivo maschile

Il desiderio sessuale ipoattivo maschile viene considerato una disfunzione sessuale e nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali DSM-5 viene descritto attraverso la persistente o ricorrente insufficienza o assenza di pensieri, fantasie sessuali e desiderio di attività sessuali. Il giudizio di carenza viene effettuato dal clinico tenendo conto dell’età, del contesto di vita e di fattori socioculturali dell’individuo. I sintomi devono essere presenti per almeno 6 mesi e causare disagio clinicamente significativo. La disfunzione sessuale, inoltre, non deve essere meglio spiegata da un altro disturbo mentale non sessuale o come conseguenza di un grave disagio relazionale e non è attribuibile agli effetti di sostanze, farmaci o altre condizioni mediche.

Calo del desiderio: le cause

Alla base del disturbo del desiderio sessuale possono essere presenti diversi fattori: dagli aspetti organici, a quelli psichici, fino a cause relazionali. Pertanto è necessaria un’attenta valutazione da parte del sessuologo clinico il quale può avvalersi delle competenze specialistiche di altre figure professionali, per accertamenti ed indagini, in un’ottica di intervento interdisciplinare.

Depressione

Talvolta il calo del desiderio sessuale è connesso ad un quadro clinico più ampio che genera sofferenza e difficoltà in vari ambiti della vita delle persone, come nel caso di uno scompenso depressivo. Nella valutazione delle problematiche sessuali il clinico dovrà prendere in considerazione tali quadri clinici così come eventuali terapie farmacologiche in atto. L’uso di farmaci antidepressivi, ad esempio, può ridurre il desiderio sessuale.

Problemi relazionali e altri disturbi sessuali

Disturbo erettile, eiaculazione precoce e altre difficoltà sessuali possono, col tempo, minare una serena e soddisfacente attività sessuale e condurre ad un progressivo evitamento della stessa, fino a determinare un calo sostanziale del desiderio. In questi casi sarà necessario intervenire sulla coppia con un lavoro psicoterapeutico mirato alla comprensione e risoluzione delle dinamiche relazionali alla base della sintomatologia.

Banalizzazione e mercificazione del sesso

L’iper-sessualizzazione della società moderna se da un lato sembra favorire una maggiore espressione della libertà sessuale, dall’altra finisce con l’appiattire il desiderio ed affievolire la pulsione creativa individuale. L’accesso illimitato a contenuti sessuali offerto da internet e dal suo mercato sta producendo una banalizzazione della sessualità che viene svuotata del suo carattere sovversivo e creativo. Il desiderio sessuale rimane intrappolato in un’illusione costruita e venduta alla stregua delle altre merci.

Calo del desiderio: terapia

Fantasie erotiche

Nella terapia del disturbo del desiderio è fondamentale, in una fase iniziale, raccogliere dati relativi ai ricordi ed alle fantasie erotiche che la persona ha registrato nella propria mente e nel proprio corpo. Il desiderio sessuale, oltre alla dimensione biologica ed ormonale, si origina nelle immagini mentali che rimandano ad esperienze del passato, ai momenti di piacere vissuto. Tali memorie formano il personale archivio erotico.

Codici di comunicazione

È importante esplorare anche i canali del desiderio attivati o bloccati. Per alcune persone il canale visivo riveste un’importanza centrale, per altre è il canale tattile a risultare centrale. Altre ancora preferiscono il canale uditivo e quello olfattivo. In diversi casi le difficoltà sessuali all’interno di una coppia hanno a che vedere con una patologia dei codici di comunicazione del desiderio.

Capacità metacognitive

Centrale risulta l’esplorazione delle capacità metacognitive, nell’area della sessualità, delle persone che accedono alla terapia. Spesso alcuni pazienti hanno difficoltà a percepire i propri stati emotivi e a riconoscere le sensazioni fisiche. Ne risulta un modo di funzionare in cui il desiderio sessuale viene riconosciuto solo in presenza degli specifici marcatori biologici (l’erezione). La sessualità viene dunque ridotta ad un’attività unicamente determinata dagli impulsi ormonali. La terapia, in questi casi, si pone l’obiettivo di aumentare la conoscenza di sé e del rapporto con il proprio corpo ed i propri bisogni. La nuova consapevolezza potrà, a questo punto, essere trasferita in un rapporto di reciprocità con il proprio partner, per migliorare l’intimità sessuale della coppia.

Distanze e sogno

In altri casi ancora, il calo del desiderio può essere connesso alla fine del sogno. La scomparsa di ogni segreto e di ogni spazio privato, anche per ciò che riguarda le fantasie erotiche, può determinare una progressiva perdita di interesse sessuale. L’insicurezza e l’ansia spesso porta a ridurre le distanze fra i membri della coppia, anziché a ristabilirle. Per generare il desiderio, tuttavia, le distanze sono fondamentali. In questi casi, il compito della terapia consiste nell’aiutare la persona a consolidare le sane e naturali differenze e distanze col partner e nella relazione di coppia. Possedere un corpo senza avere il tempo di fantasticarlo farà sfumare il desiderio. Coltivare una propria immagine erotica nella mente del partner è un elemento centrale per mantenere acceso il desiderio.

Le ragioni alla base del calo del desiderio sessuale possono essere innumerevoli e vanno indagate assieme ad un professionista esperto.

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Il Dottor Fabio Theodule, psicoterapeuta e sessuologo a Torino, riceve su appuntamento presso il Centro di psicoterapia a Torino, Centro Clinico Crocetta.

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Bibliografia

Note legali: le informazioni contenute nel presente sito sono di natura scientifica e hanno scopo puramente divulgativo. Qualsiasi intervento clinico deve avvenire, in base alla legge italiana, sotto la completa responsabilità del professionista abilitato.

Bonus psicologico

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Bonus psicologico: cos’è?

Il Bonus psicologico è un’erogazione economica utilizzabile per un numero di sedute di psicoterapia. Il decreto del 31 maggio 2022 indica che “possono usufruire del beneficio le persone in condizione di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica, a causa dell’emergenza pandemica e della conseguente crisi socio-economica, che siano nella condizione di beneficiare di un percorso psicoterapeutico.”

Chi può usufruire del bonus psicologico?

Possono richiedere il bonus le persone in condizione di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica, a causa dell’emergenza pandemica e della conseguente crisi socio-economica e con un reddito ISEE in corso di validità ordinario o corrente non superiore a 50.000 euro.

– Se l’ISEE è inferiore a 15.000 euro il beneficio, fino a 50 euro per ogni seduta, è erogato fino al raggiungimento dell’importo massimo di 600 euro;

– se l’ISEE è compreso tra 15.000 e 30.000 euro il beneficio, fino a 50 euro per ogni seduta, è erogato fino al raggiungimento dell’importo massimo di 400 euro;

– con ISEE superiore a 30.000 euro e non superiore 50.000 euro il beneficio, fino a 50 euro per ogni seduta, è erogato fino al raggiungimento dell’importo massimo di 200 euro.

È a carico dello psicoterapeuta la valutazione della congruità della domanda del paziente con quanto contenuto nella normativa.

Come si ottiene il bonus psicologico?

La richiesta del bonus è presentata in modalità telematica sul portale dell’INPS.

Graduatorie dei beneficiari

A conclusione del periodo di presentazione delle domande (60 giorni a partire dalla data indicata dall’INPS e dal Ministero della salute tramite i propri siti internet), l’INPS redige le graduatorie e comunica un codice univoco ai beneficiari per attestare l’accoglimento della domanda specificando altresì l’importo totale del beneficio erogato. Il bonus dovrà essere utilizzato entro 180 giorni dalla data di accoglimento della domanda. Decorso il termine senza che il beneficiario abbia utilizzato il bonus, il codice univoco viene automaticamente annullato e l’importo non utilizzato potrà essere riassegnato a nuovi beneficiari nel rispetto delle graduatorie. Le graduatorie sono a scorrimento fino ad esaurimento fondi.

Qual è il termine per l’adesione?

I cittadini hanno avuto tempo dal 25 luglio fino al 24 ottobre 2022 per presentare domanda all’INPS. Le graduatorie dei beneficiari sono state pubblicate in data 9 Dicembre 2022 sul sito del’INPS.

Nel mese di Dicembre 2022, un emendamento alla Legge di Bilancio 2023 interviene sul bonus psicologo rendendolo una misura strutturale. Dal 2023, infatti, il contributo passerà da un massimo di 600 euro a persona a 1.500 euro e dal 2024 in poi il bonus psicologico sarà finanziato con 8 milioni di euro annui.

Il Dr. Fabio Theodule, psicologo Torino, è iscritto negli elenchi dei professionisti aderenti al Bonus psicologico e riceve su appuntamento presso il Centro di psicoterapia a Torino, Centro Clinico Crocetta.

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Bibliografia

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Psicoterapeuta a Torino: quali sono le specializzazioni?

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La scelta delle differenti scuole di specializzazione per diventare psicoterapeuta a Torino è molto ampia. Vari percorsi, con orientamenti teorici e metodologici diversi, sono offerti sia dall’Università degli Studi di Torino, sia da numerose scuole private.

Quella che segue è una breve guida introduttiva alle principali scuole di specializzazione per diventare psicoterapeuta a Torino.

Psicoterapeuta a Torino: il percorso di formazione

Quello di psicoterapeuta è un titolo che viene ottenuto dopo almeno 4 anni di formazione aggiuntiva alla Laurea in psicologia o in medicina e chirurgia, così come stabilito dal decreto n°162 del Presidente della Repubblica, del 10 marzo 1982.

La formazione in psicoterapia prevede un percorso di studi al cui interno è inserito anche un tirocinio pratico della durata di almeno 4 anni e la supervisione di psicoterapeuti esperti.

Per chi fosse interessato ad approfondire il percorso di formazione per diventare psicologo a Torino trova una breve guida sull’argomento qui.

Psicoterapia a Torino: le scuole di specializzazione

Nella città di Torino sono presenti numerose scuole di specializzazione per diventare psicoterapeuti. I percorsi di formazione si dipanano fra il pubblico ed il privato.

Scuole di specializzazione in psicoterapia dell’Università di Torino

L’Università degli Studi di Torino offre tre percorsi di specializzazione che consentono l’iscrizione all’Elenco degli Psicoterapeuti di Torino.

Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica

La Scuola punta a formare la figura professionale dello psicologo clinico con particolare attenzione alla diagnosi, all’assessment ed alla presa in carico psicoterapeutica del paziente. La cornice teorica di riferimento è quella psicoanalitica ma viene favorita l’acquisizione di un linguaggio scientifico condiviso con i diversi indirizzi teoretici e le numerose figure operanti nell’ambito della salute mentale.

Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute

La scuola si prefigge l’obiettivo di formare professionisti della salute capaci d’interfacciarsi con singoli, organizzazioni ed istituzioni. Lo specialista formato è una persona in grado di proporre modalità d’intervento coerenti con le sempre nuove esigenze di salute, emergenti dai nuovi contesti sociali e culturali.

Scuola di Specializzazione in Neuropsicologia

La Specializzazione in Neuropsicologia porta alla formazione di un professionista che possiede conoscenze approfondite nell’ambito dei disordini cognitivi ed emotivi, connessi a deficit e disfunzioni del sistema nervoso. In particolare, lo psicoterapeuta viene formato sulle basi neurofisiopatologiche dei disturbi del linguaggio, dell’attenzione, del movimento, della memoria, dei disturbi psichiatrici e delle patologie neurologiche e sugli strumenti di riabilitazione.

Scuole private di specializzazione in psicoterapia a Torino

Le scuole di specializzazione private che offrono percorsi di formazione per diventare psicoterapeuta a Torino sono molto numerose, varie decine. In questa breve guida ci limiteremo a presentarne alcune rappresentative dei principali orientamenti teorico-metodologici.

Scuola di specializzazione in psicoterapia cognitiva

La Scuola di specializzazione in psicoterapia cognitiva del Centro Clinico Crocetta di Torino offre agli studenti molteplici modelli d’intervento elaborati a partire da diversi orientamenti teorici. I principali sono i seguenti: costruttivismo, evoluzionismo, teoria dell’attaccamento, modello sistemico-relazionale, narrativo, cognitivo, comportamentale, terapia sensomotoria, mindfulness e EMDR. La formazione teorica e pratica abilita all’attività psicoterapeutica individuale e di gruppo, con bambini, adolescenti ed adulti.

Il direttore scientifico è il Professore Fabio Veglia.

Corso di specializzazione in psicoterapia familiare e relazionale

Il corso di specializzazione in psicoterapia familiare e relazionale dell’Istituto Emmeci di Torino prevede la formazione in numerose discipline: dalla diagnosi alla psicoterapia della famiglia e della coppia, alle teorie e tecniche di psicoterapia sistemico-relazionale. Contestualmente alla formazione teorica, gli allievi vengono sostenuti nell’apprendimento della pratica psicoterapeutica.

Il direttore scientifico è il Dottor Francesco Bruni.

Scuola di psicoterapia psicoanalitica

La scuola di psicoterapia psicoanalitica SPP di Torino forma psicoterapeuti ad orientamento psicoanalitico in grado di svolgere l’attività professionale con adulti e con bambini, in ambito pubblico e privato. Il modello teorico di riferimento è la psicoanalisi freudiana ed i suoi successivi sviluppi come la Psicologia Psicoanalitica dell’Io, i contributi degli orientamenti relazionali, fino agli sviluppi attuali dell’orientamento interpersonale.

I direttori scientifici sono il Dottor Marcello Panero e la Dottoressa Antonella Cannavò.

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Psicologo a Torino: guida alla professione

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Vuoi diventare un bravo psicologo a Torino? La città universitaria offre molti percorsi per formarsi e abilitarsi alla professione dello psicologo. Basti pensare che su circa 100 mila membri in Italia, più di 10 mila risultano iscritti presso l’Ordine degli psicologi della regione Piemonte.

Presentiamo di seguito una breve guida introduttiva per chi volesse intraprendere la formazione da psicologo a Torino.

Psicologo a Torino: i percorsi accademici

Le opportunità per intraprendere la professione di psicologo a Torino sono numerose. L’Università degli studi di Torino, infatti, offre diversi corsi di laurea in psicologia: dalla laurea triennale alle lauree magistrali, fino ai master, i dottorati e le scuole di specializzazione.

Corsi di laurea in psicologia a Torino

I corsi di laurea in psicologia a Torino si dividono fra la Laurea Triennale (Classe L-24) e le Lauree Magistrali (Classe LM-51).

Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche a Torino

Il corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche (Classe L-24) è un corso della durata di 3 anni il cui obiettivo consiste nel fornire agli studenti competenze utili ad operare in diverse aree psicologiche quali la ricerca, l’analisi, la progettazione, la gestione e la valutazione degli interventi. Gli studenti maturano una preparazione utile ad operare nel ruolo di collaboratore con altre figure professionali nei servizi alla persona, nel lavoro con famiglie e gruppi, all’interno delle organizzazioni, nelle comunità e istituzioni.

Il corso di laurea risulta, inoltre, propedeutico al proseguimento degli studi e all’iscrizione ai corsi di laurea magistrali.

Corsi di laurea Magistrali in psicologia a Torino

I corsi di laurea magistrale (Classe LM-51) offerti dall’Università degli Studi di Torino sono 4:

Master e Scuole di Specializzazione in Psicologia a Torino

I Master proposti dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino sono numerosi e riguardano diversi ambiti psicologici: dallo spettro autistico alla psicologia scolastica, dalle strategie aziendali alle cure palliative.

Le scuole di specializzazione di area psicologica, invece, sono in Neuropsicologia, in Psicologia clinica ed in Psicologia della salute.

Psicologo a Torino: abilitazione alla professione

Fino agli scorsi anni, l’iscrizione all’Albo professionale (sezione A) e l’abilitazione alla professione era subordinata al perseguimento del Diploma di Laurea Magistrale, allo svolgimento di mille ore di tirocinio professionalizzante ed al superamento dell’Esame di Stato. Nel corso del 2022, invece, il Decreto Interministeriale n°654 del 05/07/2022 ha rivalutato i criteri di accesso alla professione di psicologo, rendendo la Laurea Magistrale direttamente abilitante.

Il percorso di formazione e di abilitazione alla professione di psicologo può venire implementato attraverso la specializzazione in psicoterapia. Chi volesse approfondire tale ulteriore percorso di formazione può trovare una breve guida su come diventare psicoterapeuta a Torino, qui.

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