Il desiderio sessuale è un sentimento connesso all’anticipazione dei piaceri che verranno provati nel rapporto con l’altro.

Desiderio sessuale e la noia nelle relazioni

Dobbiamo innanzitutto individuare le forze che generano e mantengono l’eccitazione sessuale e quelle che la spengono. In una relazione di lunga data il desiderio ha una tendenza a diminuire nel tempo. I processi alla base di questa tendenza sono identificabili in tutte le persone ma sono presenti anche specifici conflitti che generano noia nella camera da letto. Questi conflitti vengono analizzati ed utilizzati nel processo terapeutico quando i problemi da essi generati conducono la persona o la coppia a richiedere un aiuto specialistico. La storia sessuale di una coppia riflette l’interazione tra questi due fattori, uno universale e uno specifico.

Il naturale declino del desiderio sessuale

Nonostante la nostra cultura ci fornisca una visione idealizzata dell’amore romantico come eterno e costantemente intenso, la maggior parte delle persone intuisce che il desiderio sessuale decresce con il tempo, la familiarità e l’intimità.

Mentre l’intensità sessuale complessiva di una relazione può iniziare a svanire e la noia sostituire la passione, la qualità del sesso per alcune coppie può crescere di pari passo con l’intimità. La familiarità con le reciproche preferenze sessuali e con i rispettivi corpi può migliorare la capacità di darsi piacere. L’accrescere della sicurezza che l’amore maturo può garantire può contrastare le inibizioni sessuali tanto quanto la novità e l’idealizzazione di una nuova infatuazione. Ciononostante, anche nelle relazioni in cui l’intimità migliora la comunicazione sessuale, il livello complessivo dell’attività e del desiderio tendono in ultima analisi a ridursi. L’intimità ed il desiderio possono essere degli scomodi compagni di letto.

Idealizzazione e distanza psicologica

All’inizio di una frequentazione l’esperienza che ciascuno fa dell’altro è intrisa da un’intensa idealizzazione così che le virtù dell’altro vengono esagerate ed i difetti minimizzati. Come conseguenza di questo processo, siamo abituati ad attribuire a coloro che idealizziamo poteri e virtù speciali e non riusciamo a vederli come persone complesse, imperfette e multidimensionali. Questo processo è più esasperato quando due persone si innamorano.

La reciproca mancanza di conoscenza sostiene il processo di idealizzazione perché non c’è alcuna imperfezione emotiva che lo ostacoli. La mancanza di familiarità favorisce pertanto una distanza psicologica: i nuovi amanti sono sia fusi sia decisamente separati. La fusione riguarda l’intensa identificazione che accompagna il loro innamoramento, la separazione ha a che fare col fatto che le loro vite non sono ancora interdipendenti. Grazie alla distanza psicologica ognuno può immergersi in piena sicurezza nell’esperienza dell’altro, inclusa quella sessuale, senza il pericolo di perdere se stessa in questo processo.

Intimità e spietatezza sessuale

La maggiore distanza psicologica che accompagna gli esordi di una relazione porta con sé la capacità di essere sessualmente spietati. La spietatezza rappresenta quella qualità del desiderio che consente a un amante di arrendersi al pieno vigore del proprio piacere e della propria eccitazione, senza preoccupazioni, senso di colpa o vergogna di alcun tipo. Senza la spietatezza sessuale, si diventa schiavi dei sentimenti del partner e non ci si può eccitarci al massimo, o talvolta nemmeno al minimo.

Nelle fasi iniziali di una relazione, grazie alla distanza psicologica, ci sono meno occasioni per preoccuparsi o sentirsi in colpa l’uno per l’altro, per imbattersi nelle vulnerabilità o nei difetti reali o immaginari. Nella nuova relazione con un partner “perfetto”, automaticamente il nostro valore aumenta. Inoltre, maggiore è la distanza psicologica e la sensazione di estraneità che proviamo verso il nostro partner e maggiore sarà il senso di sicurezza che ci consente di vedere l’altro come un oggetto sessuale. La distanza e la separatezza promuovono la spietatezza sessuale perché il bersaglio è, per così dire, più lontano.

Familiarità e vicinanza

Con il trascorrere del tempo le idealizzazioni risultano sempre più difficili da mantenere e la distanza psicologica inizia ad arrendersi all’esperienza di intima familiarità. Quest’ultima conduce ad un allentamento dei confini personali e ad un certo grado di identificazione e fusione reciproca.

Questo tipo di coinvolgimento profondo e di empatia con l’esperienza del proprio partner rappresenta un pericolo per qualsiasi coppia. Da un lato, la comprensione crea le basi per l’intimità, dall’altro, conoscere i difetti del partner può creare preoccupazione, insoddisfazione, senso di colpa e identificazioni problematiche.

La maggiore consapevolezza aumenta la preoccupazione, il senso di responsabilità, il risentimento ed il senso di colpa e questi sentimenti sono nemici dell’eccitazione sessuale perché inibiscono la spietatezza sessuale necessaria per eccitarsi. Anche quando la relazione è sana ed aperta ad un dialogo franco su tali tematiche, questi sentimenti ed i loro effetti sulla passione sessuale rimarranno sempre quantomeno latenti a meno che la struttura caratteriale di base delle due persone non cambi totalmente. La familiarità ha quindi contribuito a limitare l’eccitazione sessuale in una coppia ben funzionante.

Talvolta la maggiore sintonizzazione riduce la passione perché i sentimenti di insicurezza e vergogna percepiti nell’altro possono far emergere preoccupazioni e sentimenti di responsabilità. Quando i membri di una coppia imparano a conoscersi, la loro consapevolezza rispetto alle vulnerabilità reciproche può diventare la loro rovina. Le inibizioni e la vergogna dell’altro iniziano a minare la spontaneità e la passione. Si è semplicemente troppo vicini, troppo identificati con il partner inibito per poter evitare tale esperienza.

L’indebolimento del desiderio sessuale non implica necessariamente che ci sia qualcosa di sbagliato nel rapporto, si tratta di comuni dinamiche di identificazione e sintonizzazione emotiva. La familiarità e la connessione sperimentate solitamente nelle coppie di lunga data promuovono queste dinamiche e sono inevitabili. Ciascuno, dopo tutto, vuole essere compreso.

Desiderio sessuale, credenze patogene e compatibilità

L’identificazione non rappresenta l’unico elemento della normale intimità di una coppia duratura che mina il desiderio sessuale. Maggiore è la vicinanza ai propri partner e più loro iniziano a vestire i panni delle principali figure di riferimento del nostro passato. La normale dipendenza emotiva delle relazioni a lungo termine inevitabilmente subisce l’eco dei nostri attaccamenti primari.

La compatibilità sessuale dipende dalla misura in cui le nostre credenze patogene negano o sostengono quelle del nostro partner e viceversa.

Il sesso costituisce un gioco dalla posta elevata, un referendum sulla nostra autostima, un’esposizione delle nostre pretese, un rispecchiamento del nostro narcisismo e un modo per mitigare le nostre ansie e spesso ci accingiamo a tale gioco senza le nostre solite difese: l’armatura del linguaggio, della ricchezza e del ruolo sociale. Il desiderio sessuale è un barometro estremamente sensibile agli alti e bassi delle nostre vite psicologiche. I nostri partner sessuali, perciò, devono svolgere la stessa funzione delle fantasie sessuali, cioè stabilire le condizioni di sicurezza necessarie per consentire all’eccitazione sessuale di emergere.

Intesa e difficoltà sessuali

Una buona intesa non dipende unicamente dalle somiglianze che presenti fra due persone, ma anche dal modo preciso in cui le loro differenze si dispongono fra loro.

L’intesa si attiva quando è facile per un partner disconfermare le credenze patogene dell’altro. La facilità con cui un partner rassicura l’altro dipende dal tipo di persona che è, non da un progetto deliberato.

I problemi sessuali di una coppia spesso hanno a che fare col fatto che ciò di cui una persona ha bisogno per ridurre i propri sensi di colpa, rifiuto e vergogna in modo sufficiente da poter raggiungere l’eccitazione sessuale coincide esattamente con ciò che fa sentire l’altro troppo colpevole, rifiutato o pieno di vergogna e viceversa.

Se ogni membro della coppia si sente eccessivamente responsabile e riservato, la chimica sessuale della coppia ne risente. All’inizio di una relazione di questo tipo, la reciproca idealizzazione pone rimedio alla tendenza di ciascuno a sentirsi eccessivamente colpevole e responsabile. Tuttavia, non appena le idealizzazioni si diradano, i problemi iniziano a comparire. Sotto l’influenza dei sentimenti e delle credenze relative alla fragilità degli altri ed al pericolo di ferirli, ogni persona reagisce alla percezione crescente della vulnerabilità del proprio partner diventando più incerta, meno aggressiva, più controllata e meno eccitata. La spietatezza ed il desiderio sessuale si inibiscono.

La desessualizzazione della coppia

Marito e moglie vogliono la stessa cosa – una vita sessuale più libera, selvaggia e passionale – ma ci rinunciano a causa di assunti non detti e spesso inconsci sul fatto che l’altra persona non può condividere e non condividerà questo desiderio. Molte coppie, sia omosessuali che eterosessuali, tendono a desessualizzarsi. Nelle relazioni eterosessuali tradizionali è comune che le donne desessualizzino sé stesse e i loro partner. Malgrado l’etica della liberalizzazione sessuale, molte donne sentono che, una volta impegnate in una relazione importante, soprattutto quando questo impegno conduce al matrimonio e a dei figli, devono abbandonare la vitalità sessuale più selvaggia che potrebbe aver contraddistinto i loro anni da single.

Spesso le coppie programmano inconsciamente di litigare così da creare una distanza emotiva. Il reale pericolo per la passione sessuale in queste situazioni non è il litigio ma è ciò che il litigio sta cercando di contrastare. Discutere può rappresentare un tentativo di liberarsi dagli effetti minacciosi e sessualmente inibenti dell’intimità e della fusione. Per mezzo della differenziazione creata dalla discussione, l’eccitazione sessuale diventa nuovamente possibile. La fusione e l’identificazione producono il bisogno di litigare, il quale produce il bisogno di fare sesso. Ne risulta che coppie emotivamente intime possono essere sessualmente inibite, mentre le persone separate o astiose possono solo avere una buona vita sessuale a unirle.

La psicoterapia cognitivo comportamentale rappresenta un approccio utile per l’analisi e la valutazione delle problematiche connesse al desiderio ed alla sessualità di coppia.

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Il Dottor Fabio Theodule, psicoterapeuta e sessuologo a Torino, riceve su appuntamento presso il Centro di psicoterapia a Torino, Centro Galileo Ferraris.

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Bibliografia

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