I disturbi d’ansia raggruppano quei disturbi che condividono caratteristiche di paura e ansia eccessive ed i comportamenti correlati. La paura può essere intesa come una risposta emotiva ad un pericolo incombente, reale o percepito. L’ansia, invece, rappresenta l’anticipazione di un pericolo futuro.

Sintomi dell’ansia: quali sono?

La sintomatologia ansiosa varia da una persona all’altra ma può essere riassunta nelle sue componenti cognitive, comportamentali e fisiche.

Cognitivi

  • sensazione di pericolo imminente;
  • apprensione;
  • ipervigilanza;
  • inquietudine;
  • paura di impazzire, di perdere il controllo o di morire;
  • sensazione di trovarsi al centro dell’attenzione;
  • senso di irrealtà e di depersonalizzazione.

Comportamentali

  • scansione dell’ambiente circostante alla ricerca di pericoli;
  • ricerca di vie di fuga;
  • evitamenti delle situazioni temute;
  • comportamenti protettivi.

Neurovegetativi

  • alterazione della respirazione;
  • senso di oppressione toracica;
  • sensazione di “nodo alla gola”;
  • nausea;
  • aumento della sudorazione;
  • vertigini;
  • vampate di calore o brividi;
  • tensione muscolare e tremori;
  • tachicardia.

Cos’è l’ansia: una prospettiva evoluzionistica

Adottando una prospettiva evoluzionistica possiamo considerare l’ansia, così come ogni altro fenomeno del nostro organismo, un elemento importante per la nostra sopravvivenza e per quella della nostra specie. Entro determinati livelli di attivazione l’ansia rappresenta un’emozione normale, sperimentata da tutti ed estremamente utile.

Immaginiamoci rilassati in sella alla nostra bicicletta lungo un viale alberato, in una giornata di sole primaverile. Improvvisamente un pedone ci taglia la strada, lontano dalle strisce di attraversamento. In pochi centesimi di secondo il sistema nervoso autonomo prepara il nostro corpo all’azione. Il battito cardiaco aumenta per pompare una maggiore quantità di sangue ai muscoli ed al cervello, il respiro si fa affannoso per aumentare l’ossigenazione, aumenta la sudorazione per raffreddare il corpo soggetto all’intenso sforzo fisico, le pupille si dilatano per scansionare più efficacemente l’ambiente in cerca di pericoli. In una frazione di secondo l’intero corpo si mobilita nella cosiddetta reazione di attacco o fuga che ci permette, prima ancora di rendercene conto, di aver serrato il manubrio e premuto i freni della bicicletta.

In sostanza, l’ansia è un segnale d’allarme che ci permette di focalizzare l’attenzione sul pericolo e predisporre l’organismo ad una pronta reazione funzionale alla sopravvivenza. L’ansia ci consente prestazioni fisiche e mentali irraggiungibili in condizione di rilassamento.

Inibire le reazioni d’ansia – ad esempio attraverso l’abuso di alcool, sostanze o farmaci – significa compromettere una pronta reazione di fronte a situazioni impreviste ed allarmanti. In questi termini, l’ansia costituisce un’irrinunciabile risorsa efficace nel mantenere uno stato di allerta dai pericoli e nel migliorare le nostre prestazioni fisiche e mentali.

Quando, tuttavia, la reazione d’ansia risulta essere sproporzionata ed ingiustificata rispetto al contesto, è possibile che ci troviamo in presenza di un disturbo d’ansia. Per la sua funzione, infatti, il segnale di allarme deve essere molto intenso e rapido ma non serve che duri nel tempo e normalmente tende ad attenuarsi spontaneamente. Un’iperattivazione cronica di tale segnale può comportare notevoli difficoltà nella vita delle persone, compromettendo significativamente il funzionamento nei diversi ambiti della quotidianità.

Disturbi d’ansia: quali sono?

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali DSM–V (American Psychiatric Association, 2013) i disturbi d’ansia diagnosticabili con più frequenza nella popolazione sono i seguenti:

Qual è la terapia per i disturbi d’ansia?

Qualora gli stati d’ansia dovessero comportare un livello di disagio tale da compromettere il regolare funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree di vita importanti, risulta necessario rivolgersi ad un professionista.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) hanno individuato nella terapia cognitivo comportamentale il trattamento d’elezione per i disturbi d’ansia. L’intervento prevede una prima fase di valutazione del disturbo alla quale fa seguito la definizione di obiettivi validi, chiari e concreti, in maniera condivisa con il paziente. Il piano di trattamento specifico volto, fra le altre cose, all’apprendimento della gestione dei sintomi invalidanti, verrà quindi monitorato ed aggiornato costantemente.

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Il Dottor Fabio Theodule, psicologo Torino, riceve su appuntamento presso il Centro di psicoterapia a Torino, Centro Clinico Crocetta

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Bibliografia

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