Le fantasie sessuali, secondo diversi studi, presentano una grande variabilità in termini di contenuti e non possono essere ricondotte ad una norma, sebbene sia possibile individuare degli elementi ricorrenti. Molteplici fantasie erotiche sono state raccolte nelle diverse popolazioni e rappresentano un fenomeno normale nella vita delle persone. Tali fantasie vanno tuttavia distinte dalle parafilie, o perversioni sessuali, pulsioni e comportamenti ricorrenti nei confronti di un partner non consenziente o di oggetti e che risultano assolutamente necessari per il raggiungimento della soddisfazione sessuale.

La funzione delle fantasie sessuali

Una delle teorie più accreditate sulle fantasie sessuali – elaborata dallo psicoanalista Michael Bader – è che le stesse rivestano la funzione di annullare le credenze e i sentimenti che interferiscono con l’eccitazione sessuale, in modo da garantire sia la propria sicurezza che il proprio piacere.

La ricerca della sicurezza psicologica è al centro della vita psicologica e l’eccitazione sessuale spesso innesca sentimenti che minacciano il nostro senso di sicurezza psicologica e determinano, quindi, inibizioni sessuali.

Le credenze patogene

Fin dalle prime fasi della vita i bambini fanno tutto il necessario per stabilire condizioni di sicurezza nella propria vita il cui centro è caratterizzato dalla relazione con i propri genitori o chiunque si prenda cura di loro. Momenti di rottura nella relazione con i caregiver possono essere evitati o riparati dai bambini sopprimendo o alterando i propri sentimenti, desideri e perfino le percezioni. Ciò rappresenta una strategia di adattamento al proprio ambiente di riferimento. Ne consegue che i bambini svilupperanno credenze patogene per mantenere l’autorità ed il valore di chi si occupa di loro, e quindi la sicurezza della loro relazione. I bambini alterano continuamente il corso dei propri bisogni e dei desideri al servizio della sicurezza e dell’adattamento.

Credenze patogenese si perseguono i propri obiettivi, si danneggerà il legame con i propri genitori o verrà minacciata la propria sicurezza psicologica. I genitori verranno feriti in qualche modo oppure saranno loro a ferire i figli. Le credenze patogene causano problemi psicologici. Obiettivi evolutivi normali vengono sacrificati per preservare, mantenere e difendere il rapporto con i genitori e più tardi con i partner. Queste credenze, adattive nel momento in cui sono state sviluppate, interferiscono con la vita adulta.

Tipologie di credenze patogene

Le credenze patogene che possono essere sviluppate sono diverse.

Colpa del sopravvissuto: la credenza patogena che essere più felici o avere più successo delle persone che si amano le danneggerà.

Colpa da separazione: la credenza patogena che, se ci si separa dalle famiglie, le si ferirà o le si priverà di qualcosa.

In chi ha credenze patogene che alimentano i sensi di colpa di questo tipo, il successo nel lavoro, nell’amore e nel sesso può innescare inconsci segnali di allarme che motivano le persone a tentare di ristabilire la sicurezza psicologica. Le ambizioni così falliscono, l’amore svanisce e il piacere è inibito.

Fantasie sessuali e senso di colpa

Il conflitto tra l’attaccamento ai famigliari ed il desiderio di crescere e di essere felici spesso genera senso di colpa. Anche nelle condizioni migliori, lo sviluppo normale presenta questi problemi e conduce inconsapevolmente a porre un limite ai propri desideri. La soluzione va trovata nelle fantasie sessuali.

Quando l’empatia viene meno, il sesso diventa meccanico. Quando la capacità di abbandonarsi al proprio piacere è inibita, ci si può sentire schiavi dei bisogni del partner e perdere il contatto con il proprio desiderio. Le fantasie e le preferenze sessuali nascono come soluzioni raffinate ai problemi di colpa e preoccupazione.

La libido è flessibile, ma non illimitatamente. Le fantasie e le preferenze sessuali sono create inconsciamente perché sono la soluzione migliore ai problemi psicologici associati alle credenze patogene.

Fantasie sessuali, vergogna e rifiuto

L’autocritica ed i sentimenti di disapprovazione possono ridurre la capacità di provare piacere. Tenuto conto che l’eccitazione sessuale e l’odio di sé sono per loro natura agli antipodi, è possibile che la sessualità venga smorzata dalla depressione, ma anche che l’attività sessuale sia utilizzata per uscirne. Che si manifesti come promiscuità o nel ricorso compulsivo alla pornografia, l’attività sessuale ha la capacità di fornire un sollievo, sebbene momentaneo, dal disgusto nei confronti di se stessi. Una persona sessualmente eccitata tende a non sentirsi inadeguata, a non rimuginare sui propri errori, a non sentirsi imbarazzata per il proprio corpo. Non solo le sensazioni di piacere, ma anche le credenze che accompagnano queste sensazioni sono incompatibili con la vergogna e la depressione.

Provare vergogna implica sentirsi ripugnanti per gli altri, mentre l’eccitazione sessuale comporta un senso di legame con essi. La vergogna evoca l’idea di sentirsi criticati dall’esterno. L’eccitazione sessuale, invece, genera una sensazione di forza nei confronti degli altri. Si prova vergogna in risposta al disprezzo altrui e ci si sente eccitati in risposta del desiderio dell’altro. Mentre la vergogna induce a nascondersi, l’eccitazione fa venire voglia di esplorare.

Nonostante in certe fantasie masochistiche l’impotenza possa sembrare eccitante, è fondamentale differenziare tra impotenza reale e fantasticata. L’impotenza che un masochista sperimenta nell’essere legato o costretto a sottomettersi è una finzione. È totalmente sotto controllo ed aiuta il masochista a sentirsi al sicuro. La vera impotenza, invece, è quasi sempre traumatica e neutralizza sempre la passione sessuale.

In modo simile alle fantasie che coinvolgono colpa e preoccupazione, fantasie e preferenze sessuali particolari vengono costruite per negare credenze e sentimenti di autodenigrazione, permettendo all’eccitazione sessuale di emergere. Le fantasie sessuali negano i sentimenti di indegnità e sradicano anche i più sottili residui di depressione.

Stimolare e gratificare il desiderio sessuale degli altri è un antidoto perfetto, anche se di breve durata, ai sentimenti interni di vergogna.

Fantasie sessuali, impotenza e abuso

L’impotenza spesso assume un ruolo importante nell’origine delle fantasie sessuali. È abbastanza comune che i bambini abusati, crescendo, sviluppino fantasie connesse agli abusi subiti. Le ragazze che sono state molestate sessualmente spesso sviluppano fantasie in cui sono sessualmente abusate, degradate o in altri ruoli masochistici. Altre donne replicano elementi della loro vittimizzazione sessuale da adulte, scambiandosi il ruolo con l’uomo e assumendone uno in cui diventano sessualmente crudeli e dominanti – le cosiddette dominatrici. I bambini che sono stati terrorizzati o picchiati in modi non sessualizzati incorporano, invece, aspetti della loro impotenza nelle loro fantasie e preferenze sessuali. Chi da bambino è stato picchiato potrebbe immaginare una situazione sessuale in cui viene percosso, o al contrario in cui è lui a picchiare. Tutte queste rievocazioni riflettono i tentativi di padroneggiare sensazioni traumatiche e intollerabili di impotenza per mezzo della fantasia sessuale.

In ultima analisi, le fantasie sessuali di dominio, caratterizzate dal fatto che la persona senta di avere tutto sotto controllo, garantiscono una rassicurazione dal dolore dell’impotenza e dell’abuso infantile.

La persona coinvolta in una fantasia sessuale di resa o di umiliazione sta in realtà ricreando una scena traumatica e terrorizzante ma avendo, nel momento presente, tutto sotto controllo perché è l’artefice del copione, assieme al proprio partner. La “vittima”, nello scenario masochistico adulto, non è una vera vittima. Lei o lui stanno costruendo una situazione in cui le credenze patogene che hanno avuto origine dagli abusi infantili vengono momentaneamente confutate, creando così le condizioni di sicurezza necessarie per l’eccitazione. Il trauma è capovolto. Lo schiavo diventa padrone e il padrone è sessualmente dipendente dallo schiavo. Il gioco è impostato in modo da far vincere la vittima dell’abuso infantile. Questo è il contesto di sicurezza che permette all’eccitazione sessuale di emergere.

Sebbene sia più facile comprendere come il sesso provochi vergogna che non come possa essere utilizzato per superarla e sebbene sia più facile vivere il sesso come una perdita di controllo che come un tentativo di riacquistarlo, le fantasie sessuali negano le sensazioni di vergogna e ribaltano le sensazioni di impotenza. Esse rappresentano il costante tentativo della mente, sulla via per il piacere, di dominare e trascendere questi sentimenti.

La psicoterapia cognitivo comportamentale rappresenta un approccio utile per l’analisi e la valutazione delle fantasie sessuali al fine di migliorare la propria vita sessuale.

Per maggiori informazioni o per una richiesta di appuntamento, clicca qui.

Il Dottor Fabio Theodule, psicoterapeuta e sessuologo a Torino, riceve su appuntamento presso il Centro di psicoterapia a Torino, Centro Galileo Ferraris.

Articoli correlati

Bibliografia

Note legali: le informazioni contenute nel presente sito sono di natura scientifica e hanno scopo puramente divulgativo. Qualsiasi intervento clinico deve avvenire, in base alla legge italiana, sotto la completa responsabilità del professionista abilitato.